Sequestrati i canili di Giuliano di Roma e Sgurgola (FR)

10 novembre 2007

Dopo anni di segnalazioni di gravi irregolarità  da parte delle principali associazioni animaliste nazionali, di articoli di cronaca che riportavano gli indici di mortalità  tra i più alti di Italia, è di oggi la notizia che i canili di Giuliano di Roma e di Sgurgola – gestiti entrambi dalla Cooperativa Percorso Sicuro – sono stati posti sotto sequestro dalla Procura della Repubblica di Frosinone su denuncia presentata dalla LAV Lega Anti Vivisezione -, grazie all’intervento del NIRDA – Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali -, del Corpo Forestale dello Stato.
La gestione era stata trasferita di recente da Silverio Minotti alla menzionata Cooperativa i cui soci erano per la maggioranza suoi familiari – e a cui già  in precedenza la Usl di Frosinone aveva affidato, senza indire alcuna gara di appalto, il servizio di accalappiamento degli animali per cifre davvero ragguardevoli.

Oltre 5.000 cani morti in meno di dieci anni, molti dei quali per cause dovute a insufficiente alimentazione, mancanza di cure adeguate, introduzione in spazi sovraffollati, senza riguardo alle compatibilità , con conseguenti continui sbranamenti. Oltre a mancanza di personale realmente operativo e veri e propri atti di crudeltà . Centinaia di cuccioli messi a morire senza adeguata alimentazione e spesso senza che gli fosse messa a disposizione nemmeno l’acqua da bere, ad alimentare il business dello smaltimento delle carcasse. Almeno secondo le ripetute segnalazioni della Lav e della Associazione Canili Lazio Onlus, da anni impegnata nelle attività  di affidamento dei cani ricoverati nelle due strutture.

Si spera che la Procura faccia chiarezza sui gravi comportamenti di alcuni funzionari della ASL che hanno per anni permesso la morte ingiustificata di centinaia di animali ed anzi hanno apertamente avallato il comportamento del gestore. Questa la dichiarazione ufficiale del presidente dell’Associazione Canili Lazio Onlus, Maria Cristina Salvucci che prosegue: “Tutte le volte che denunciavamo un’irregolarità  ottenevamo un passo indietro nella collaborazione e negli affidi, fino a quando nel mese di maggio scorso si è arrivati ad impedire ai nostri volontari di scattare le foto per le adozioni e la veterinaria della Usl di Frosinone ha bloccato gli affidi dei cuccioli che sono per la maggioranza deceduti. Avevamo proposto una petizione a livello nazionale e raccolto in poco più di una settimana quasi cinquemila firme di cittadini indignati della situazione e delle condizioni in cui uscivano i cani da affidare, ma non avevamo ottenuto risultati concreti.”

Il provvedimento dell’Autorità  Giudiziaria sembra confermare quanto dedotto nei fatti denunciati. Siamo fermamente convinti che le indagini faranno luce definitivamente sulle vicende dei canili di Giuliano e Sgurgola, che l’Associazione continuerà  a seguire - afferma Andrea Cristofori, Corresponsabile Randagismo della LAV Onlus. - Ringraziamo il Nirda del Corpo Forestale dello Stato per il suo operato.”