Pittina e le adozioni di pitbull, tra precauzioni e difficoltà oggettive

19 ottobre 2007

Nei mesi scorsi l’Associazione aveva ricevuto diverse richieste d’informazioni e adozione per Pittina, una pitbull che in una foto scattata al canile di Giuliano di Roma da una volontaria appariva talmente terrorizzata e sottomessa da risultare toccante (v. foto a sinistra). L’Associazione, consapevole della particolarità  di questi cani e del pericolo che possono costituire se cadono in mani sbagliate, è molto cauta e selettiva nel valutare le richieste di adozione per i pitbull. Tuttavia l’estate scorsa aveva trovato un’ottima famiglia per Luna, cane della stessa razza, rinchiusa nel canile di Ceccano e appartenente al Comune di Frosinone (v. terza foto in basso, in canile e dopo l’adozione).

Quand’era stato il momento di prelevare anche Pittina, intestata al Comune di Fiuggi, non si riusciva più a ritrovarla. I volontari avevano chiesto inutilmente informazioni sul cane: se fosse stata spostata di gabbia, trasferita ad altro canile oppure se fosse morta. Ma nessuno aveva saputo fornire risposte precise. Finché un giorno Pittina non era tornata visibile ai volontari in una gabbia del canile di Giuliano di Roma, circondata da una cucciolata. Essendo stata chiusa in un box con un maschio senza essere sterilizzata, evidentemente aveva partorito…
Si è dovuto aspettare la fine dell’allattamento per ottenere finalmente l’autorizzazione a prelevarla e, organizzato il viaggio, Pittina – ribattezzata Ava – ha potuto raggiungere nei giorni scorsi la giovane coppia che l’aspettava con ansia in Lombardia ed è stata felicissima di accoglierla (v. foto sotto), trovando in lei un cane affettuoso, con grandi capacità  di apprendimento e adattamento.
Come dimostrano i casi di Luna e Pittina, anche le adozioni di pitbull abbandonati sono realizzabili con successo quando vi è la collaborazione degli aspiranti affidatari e nonostante le difficoltà  talvolta opposte dai canili.